Anche quest’anno, ogni venerdì di Quaresima a partire dal 20 febbraio, ci sarà la possibilità di percorrere la Via Crucis della Madonna del Sasso, meditando, pregando e cantando insieme ad altri fedeli del Santuario. La partenza è prevista alle ore 17.45 dalla chiesa dell’Annunciata, ai piedi del Sacro Monte.
Nel tempo di Quaresima la Via Crucis è uno dei pii esercizi più popolari e più amati: in essa i fedeli ripercorrono l’ultimo tratto del cammino terreno di Gesù, dal pretorio di Pilato — luogo della condanna del Signore — alla collina del Golgota, dove venne crocifisso, morì e fu sepolto.
La nascita precisa di questa devozione è ignota, ma la sua pratica ricevette un forte impulso all’epoca delle Crociate. I pellegrini e i crociati, tornati nelle loro terre, facevano erigere monumenti che ricordassero i luoghi della Passione del Signore, per favorirne la meditazione e promuovere la devozione. In origine il numero delle stazioni poteva variare; fu solo nel XVIII secolo che l’autorità della Chiesa ne fissò stabilmente a quattordici il numero, determinando anche l’episodio da ricordare in ciascuna.
I francescani — ai quali fin dal XIV secolo era affidata la custodia dei Luoghi Santi della Palestina — furono i principali promotori di questa pratica. Tra essi spicca san Leonardo da Porto Maurizio che, durante le sue missioni in Italia tra il 1731 e il 1751, fece erigere ben 572 Via Crucis.
Nel pio esercizio della Via Crucis confluiscono diverse espressioni caratteristiche della spiritualità cristiana: la vita intesa come cammino o pellegrinaggio; il passaggio, mediante il mistero della croce, dall’esilio terreno alla patria celeste; il desiderio di conformarsi profondamente alla Passione di Cristo; e le esigenze della sequela Christi, secondo cui il discepolo è chiamato a camminare dietro al Maestro, portando ogni giorno la propria croce (cf. Lc 9,23).
Le Via Crucis possono essere erette nelle chiese, nei santuari, nei chiostri o anche all’aperto, in campagna o lungo le pendici di un monte, cosicché le varie stazioni offrano una particolare e suggestiva fisionomia al percorso. Anche in Ticino troviamo innumerevoli esempi di questi itinerari devozionali.
Al Sacro Monte della Madonna del Sasso di Orselina le tradizionali edicole della Via Crucis furono costruite lungo la “nuova strada”, aperta tra il 1617 e il 1621. Risalgono invece al 1903 — anno in cui le piode sostituirono i coppi sui tetti — le attuali formelle in ghisa a rilievo, in origine policrome e firmate da Eugenio Bene. Esse sono collocate all’interno di cornici in marmo nero del Belgio, arricchite da foglie angolari in marmo di Carrara scolpite dal marmista di Arzo Giovanni Maria Fossati.